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Coronavirus: Sissa promuove iniziativa internazionale per libero accesso a dati e ricerca

26 Marzo 2020

Secondo l'UNESCO, la chiusura parziale o completa di università e istituti scolastici in 49 paesi ha determinato la sospensione delle lezioni per 391 milioni di studenti. Per molti le lezioni sono ora tutte online. Allo stesso tempo, cresce la richiesta di informazioni scientifiche legate all’infezione. Una dichiarazione promossa dalle strutture che questi saperi li conservano, le biblioteche, e diretta agli editori delle principali riviste scientifiche cerca ora di facilitare questi processi fondamentali, grazie a un’informazione resa più agile, meno restrittiva e aperta.

I numerosi consorzi bibliotecari di tutto il mondo che partecipano a ICOLC (International Coalition of Library Consortia) e le singole biblioteche rappresentate, inclusa quella della SISSA, hanno firmato una mozione incentivata dalla Commissione Biblioteche  dalla CRUI  (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) e attivamente promossa dal direttore della Scuola Stefano Ruffo. Il documento è inteso a far capire al mondo dell’editoria come “l'attuale pandemia globale di COVID-19 influisca sulla comunità mondiale dell'informazione” e, allo stesso tempo, vuole “suggerire una serie di approcci che riteniamo siano nell'interesse sia delle biblioteche sia dei fornitori di servizi di informazione”.

Tra le richieste del documento il libero acceso ai contenuti e set di dati su COVID-19 e sul coronavirus attualmente accessibili a pagamento o soltanto in abbonamento. Questo per facilitare la ricerca, indirizzare la risposta della comunità della sanità pubblica e accelerare la scoperta di opzioni terapeutiche. La lettera chiede anche di eliminare temporaneamente le restrizioni contrattuali del prestito interbibliotecario esistenti o i limiti di fotocopiatura, in modo che le biblioteche possano aiutare gli studenti a completare il loro corso. E, tra le altre cose, chiede di superare le restrizioni del diritto d’autore e del copyright, per consentire alle istituzioni di continuare la loro missione di insegnamento vitale mentre i campus passano a un modello di didattica a distanza.

La dichiarazione completa è disponibile a questo link.