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La libertà della ricerca scientifica caposaldo dello Spazio Europeo della Ricerca

14 Aprile 2021
Firmata la Dichiarazione di Bonn

Tutti e 27 gli Stati Membri dell’Unione Europea e il Commissario europeo per l'Innovazione, la Ricerca, la Cultura, l'Istruzione e la Gioventù hanno firmato la Dichiarazione di Bonn sulla Libertà della Ricerca Scientifica. In questo modo, danno il loro sostegno a una ricerca diversa, creativa e indipendente a beneficio delle nostre società.

“Consideriamo l’Europa come un guardiano della libertà, uguaglianza e delle norme di legge che garantiscono la democrazia”, riporta il documento. “Riteniamo Lo Spazio Europeo della Ricerca (European Research Area – ERA) il protettore della libertà della ricerca scientifica, un prerequisito per un sistema di ricerca e innovazione dinamico, che si adoperi per l’avanzamento della conoscenza e a beneficio della società”.

La Dichiarazione propone una definizione condivisa di libertà della ricerca scientifica che fa riferimento alla libertà di espressione, associazione, movimento e al diritto, tra gli altri, all’educazione. Ricercatori e ricercatrici dovrebbero avere la libertà di definire gli argomenti e i metodi di ricerca e di scegliere le piattaforme di pubblicazione. Il documento sottolinea anche il ruolo dei governi e l’importanza dell’autonomia istituzionale delle organizzazioni di ricerca.

Il successo dell’iniziativa è stato accolto con entusiasmo dalla SISSA che negli ultimi anni ha supportato diversi progetti in tal senso. La Scuola è una delle dieci istituzioni del Friuli Venezia Giulia che nel 2018 hanno firmato un accordo per lo sviluppo di opportunità di lavoro e di studio dedicato a ricercatori rifugiati e richiedenti asilo. La SISSA è anche stata partner scientifico dello EuroScience Open Forum (ESOF) 2020, la manifestazione pan-Europea dedicata alla ricerca scientifica e all’innovazione che si è svolta a Trieste lo scorso anno. Il motto di ESOF2020 era proprio “Freedom for Science, Science for Freedom” per celebrare le domande aperte che la scienza affronta con metodo e curiosità, ma anche l’inclusività della scienza e del suo linguaggio, in grado di superare conflitti e confini.

La firma della Dichiarazione di Bonn per la Libertà della Ricerca Scientifica è il risultato di un processo iniziato nell’ottobre dello scorso anno e rallentato dalla pandemia. Partner internazionali come il Canada, Israele, Messico, Norvegia, Svizzera e Ucraina si sono detti a favore e altri Paesi sono incoraggiati a dare il loro sostegno in futuro.

Testo integrale della Dichiarazione di Bonn sulla Libertà della Ricerca Scientifica
Comunicato stampa originale del Ministero Federale dell'Educazione e della Ricerca (BMBF, Germania)