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Uomini, topi e … calcolatori: fondamenti comuni alla base della visione biologica e artificiale

11 Marzo 2019
Una ricerca condotta alla SISSA di Trieste conferma le somiglianze tra ratti, primati e sistemi di visione artificiale

Che vi fossero importanti analogie fra il sistema visivo dei primati e le reti neurali artificiali di ultima generazione era un fatto noto. Ora sappiamo come tali analogie sussistano anche nel confronto con il sistema visivo del ratto. Un nuovo studio supervisionato dal professore Davide Zoccolan e dalla dott.ssa Federica B. Rosselli (dottoratasi alla SISSA e ora ricercatrice postdottorato nel Caesar center della Max Plank Society a Bonn) e condotto insieme a Giulio Matteucci (primo autore), Rosilari Bellacosa Marotti e Margherita Riggi, fornisce infatti nuovi sviluppi sulla comprensione dei meccanismi con cui i neuroni della corteccia visiva codificano le informazioni sulla forma degli oggetti nel cervello dei ratti. I risultati, pubblicati su The Journal of Neuroscience confermano l’importanza che i roditori possono rivestire nello studio delle basi neuronali della visione. Suggeriscono inoltre come anche il cervello di questi animali, oltre a quello delle specie più evolute, possa essere d’ispirazione per permettere alle cosiddette Deep Neural Networks (ovvero le reti neurali artificiali) di imparare a “vedere” in modo sempre più simile alle loro controparti biologiche.

 

Comunicato stampa