FANTANEURO: le neuroscienze nella fantascienza. Da Frankenstein a Hal 9000, dai robot agli androidi. E un racconto di Roald Dahl

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14 March, 2016
La Settimana del cervello

Le innumerevoli versioni letterarie e cinematografiche della creatura del dottor Frankenstein. I robot positronici di Asimov, l’intelligenza artificiale del supercomputer di “2001 Odissea nello spazio” e i replicanti di “Blade Runner”. Le interazioni neurone/silicio, il download della mente, la coscienza delle macchine immaginate da Gibson, Sterling e Dick. Questi e altri ancora i temi dell’incontro organizzato dal Laboratorio Interdisciplinare della SISSA che ricostruisce i percorsi attraverso i quali letteratura e cinema hanno raccontato il cervello, le neuroscienze, l’intelligenza artificiale. Se ne è parlato con Giampiero Leanza, Università di Trieste e Daniela Ovadia, giornalista scientifica, moderati da Fabio Pagan.

L’attrice Diana Höbel ha letto una riduzione del racconto “William e Mary” di Roald Dahl: dopo la morte, il cervello del protagonista viene espiantato e mantenuto attivo e pensante grazie a un cuore artificiale.