Natural vs transformed

The mechanisms of food recognition and the link with BMI

«It can be considered an instance of ‘embodiment’ in which our brain interacts with our body». This is the comment made by Raffaella Rumiati, neuroscientist at SISSA in Trieste, on the results of research carried out by her group which reveals that the way we process different foods changes in accordance with our body mass index. With two behavioural and electroencephalographic experiments, the study demonstrated that people of normal weight tend to associate natural foods such as apples with their sensory characteristics such as sweetness or softness. On the other hand, processed foods such as pizzas are generally associated with their function or the context in which they are eaten such as parties or picnics. «The results are in line with the theory according to which sensory characteristics and the functions of items are processed differently by the brain», comments Giulio Pergola, the work’s primary author. «They represent an important step forward in our understanding of the mechanisms at the basis of the assessments we make of food». But that’s not all. Recently published in the Biological Psychology journal, the research also highlighted the ways in which underweight people pay greater attention to natural foods and overweight people to processed foods. Even when subjected to the same stimuli, these two groups show different electroencephalography signals. These results show once again the importance of cognitive neuroscience also in the understanding of extremely topical clinical fields such as dietary disorders.

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«Si tratta di un tipico esempio di ‘embodiment’, in cui il cervello definisce le nostre scelte coadiuvato dal nostro corpo». È il commento di Raffaella Rumiati, neuroscienziata della SISSA di Trieste, ai risultati di una ricerca condotta dal suo gruppo secondo cui il modo in cui valutiamo cibi differenti cambia con l’indice di massa corporea. Utilizzando esperimenti comportamentali e registrazioni elettroencefalografiche, lo studio ha mostrato che le persone normopeso tendono ad associare i cibi naturali, come la mela, alle loro caratteristiche sensoriali, come dolcezza o morbidezza. Viceversa, quelli processati, come la pizza, sono principalmente collegati alla loro funzione, ossia al contesto in cui si consumano, come una festa o un picnic, forse perché – ipotizzano gli autori – un cibo processato viene preparato per essere consumato in un contesto specifico. «I risultati sono in linea con la teoria secondo cui i caratteri sensoriali e funzionali degli oggetti sono elaborati dal cervello in modo diverso» commenta Giulio Pergola, primo autore del lavoro. «Rappresentano un importante passo avanti nella comprensione dei meccanismi alla base delle valutazioni che facciamo sul cibo». Ma non è tutto. La ricerca, pubblicata recentemente sulla rivista Biological Psychology, ha anche evidenziato come le persone sottopeso prestino maggior attenzione ai cibi naturali, mentre quelle sovrappeso a quelli processati: anche di fronte ai medesimi stimoli, questi due gruppi presentano segnali elettroencefalografici differenti. Questi risultati sottolineano ancora una volta l’importanza delle neuroscienze cognitive anche nella comprensione di tematiche cliniche estremamente attuali, come i disturbi del comportamento alimentare.

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A cura dell'Ufficio Stampa

SISSA

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