It is easier for a DNA knot…

A new study on the passage of knotted DNA through nanopores

Anyone who has been on a sailing boat knows that tying a knot is the best way to secure a rope to a hook and prevent its slippage. The same applies to sewing threads where knots are introduced to prevent them slipping through two pieces of fabric. How, then, can long DNA filaments, which have convoluted and highly knotted structure, manage to pass through the tiny pores of various biological systems? This is the fascinating question addressed by Antonio Suma and Cristian Micheletti, researchers at the International School for Advanced Studies (SISSA) in Trieste who used computer simulations to investigate the options available to the genetic material in such situations. The study has just been published in PNAS, the journal of the National Academy of Sciences of the Unites States.

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Chi è stato in barca a vela lo sa. Fare un nodo è un ottimo modo per bloccare la cima in caso questa ci sfugga di mano. Lo stesso dicasi per il filo da cucito che viene annodato di proposito per fermarne il passaggio attraverso le maglie di due tessuti. Come fa dunque una molecola come il DNA, che nella sua intricata struttura presenta nodi anche di dimensioni e complessità considerevoli, ad attraversare i minuscoli pori e orifizi delle diverse strutture biologiche? È questo l’affascinante tema affrontato da Antonio Suma e Cristian Micheletti, ricercatori della SISSA di Trieste che, grazie alle simulazioni al computer, hanno indagato le diverse possibilità accessibili al materiale genetico in queste situazioni. La ricerca è stata appena pubblicata su PNAS, la rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti.

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A cura dell'Ufficio Stampa

SISSA

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