Designing the university of the future

International Scientific Advisory Committee at SISSA

They come from the best scientific institutes in the world: Oxford University, America’s Princeton, Geneva’s CERN and Germany’s Max Planck. These are the members of ISAC, the International Scientific Advisory Committee, a pool of international revisers gathering world famous scientists will be spending three days at Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA). From 20th to 22nd November they will attend presentations, take part in meetings and debates and explore the institute’s research and organisation. What is their goal? Outlining the school’s future in accordance with the indicators which will redefine the university’s academic and social role over the coming decades.

For tomorrow’s academia there are three challenges to be won. First and foremost, a global university. In the wake of the winds of autonomism and localism which seem to be blowing through Italian universities too, students and professors will need to move around more and more and internationalism will be an indispensable element favouring top quality research and education - free of barriers and borders. The second determinant factor will be the ability to be entrepreneurial and an ability to combine base research with innovation-oriented knowledge.

University organisation will have to be capable of reading society and responding to its needs in an original and top quality way. They will, that is, have to be the driving forces behind new ultra-high potential visions and projects capable of dialoguing with other social players, entrepreneurship, politics and the economic world. But that’s not all: universities will also have to be inclusive and capable of offering study and work opportunities to students and scientists living in difficult circumstances in their home countries. In this sense SISSA has recently approved new guidelines which reserve the school’s funds for the organisation of “visits by scientists in whose home countries their physical safety or academic freedom is put at risk by internal or external factors”.

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Provengono dai massimi istituti scientifici del mondo: dall’Università di Oxford a quella americana di Princeton, dal CERN di Ginevra al tedesco Max Planck. Sono i membri dell’ISAC, International Scientific Advisory Committee, un pool di revisori internazionali composto da scienziati e scienziate di grande fama, che dal 20 al 22 novembre passeranno tre giorni alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) assistendo a presentazioni, partecipando a incontri e discussioni, esplorando ricerca e organizzazione dell’Istituto. Il loro obiettivo? Tracciare il futuro della Scuola, secondo le direttrici che nei prossimi decenni ridefiniranno il ruolo scientifico e sociale dell’Università.

Per l’accademia di domani, sono tre le principali sfide da vincere. Quella di un’università globale, prima di tutto. A fronte dei venti di autonomismo e localismo che sembrano soffiare anche sull’Università italiana, studenti e professori sono destinati a muoversi sempre di più e l’internazionalità dovrà essere un elemento indispensabile per favorire una ricerca e una formazione di qualità, senza barriere, né confini. Il secondo fattore determinante sarà la capacità di essere intraprendenti e saper così unire una ricerca di base con la produzione di una conoscenza orientata all’innovazione. Le organizzazioni universitarie dovranno essere capaci di leggere la società e rispondere alle sue esigenze con originalità e qualità. Dei veri catalizzatori di nuovi visioni e progetti ad altissimo potenziale, insomma, capaci di dialogare con gli altri attori sociali, l’imprenditoria, la politica, il mondo economico.

Ma non è tutto: l’Università dovrà essere anche inclusiva perché in grado di offrire opportunità di studio e lavoro a studenti e studentesse, scienziati e scienziate che, nei loro Paesi, vivono situazioni di difficoltà. La SISSA, in questo senso, ha da poco approvato delle nuove linee guida che riservano dei fondi della Scuola per l’organizzazione di “visite di scienziati e scienziate provenienti da Paesi in cui la loro incolumità fisica o la loro libertà scientifica è a rischio per fattori interni o esterni”.

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A cura dell'Ufficio Stampa

SISSA

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