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Gruber Cosmology Prize 2018 all’esperimento Planck: il contributo della SISSA

C’è un contributo importante degli scienziati e scienziate della SISSA dietro al successo ottenuto con il conseguimento del Gruber Cosmology Prize 2018, il prestigioso riconoscimento di recente assegnato all’esperimento Planck dell’Agenzia Spaziale Europea.  Questa la motivazione del premio, conferito dall’omonima fondazione con sede all’Università di Yale: «Il progetto Plank ha compiuto misure importantissime delle proprietà del nostro Universo in espansione. Questo grande traguardo è stato il risultato di un massiccio lavoro di squadra. Per questo vogliamo premiare sia il lavoro dell’intero “Planck team” così come quello dei suoi responsabili scientifici». Il premio è stato consegnato per questo a Nazzareno Mandolesi e Jean-Loup Puget, responsabili dei due strumenti a bordo, di bassa ed alta frequenza, rispettivamente.

La SISSA, attraverso Luigi Danese, ha preso parte attiva nella prima idea e disegno del satellite Planck e successivamente ha svolto ruoli di responsabilità per l’analisi dati e la produzione dei principali risultati scientifici. Oltre a Danese, il gruppo di ricerca che è ancora impegnato nelle ricerche sui dati di Planck è formato da Carlo Baccigalupi, attualmente responsabile per le attività del gruppo, le ricercatrici Nicoletta Krachmalnicoff e Francesca Perrotta. Racconta Baccigalupi: «Fino ad ora questa è stata la mia più grande esperienza scientifica, per la coralità dello sforzo, per la portata delle scoperte, per l’impatto nelle conoscenze di fisica di base, rese accessibili a tutti; Planck è la base fondamentale sulla quale il nostro gruppo di ricerca si è formato e sta impostando la proiezione verso le imprese internazionali in atto e nel prossimo futuro, che promettono di investigare il Big Bang nei suoi persistenti misteri, come la possibile generazione di onde gravitazionali cosmologiche».

Questo è il secondo premio vinto in pochi mesi dal “Planck Team”, che da poco ha ricevuto anche il Group Award A della Royal Astronomical Society.