|
Sebbene il numero dei profughi
nel mondo negli ultimi anni sia considerevolmente
diminuito, la cronaca di questi giorni risveglia le
coscienze al problema di milioni di uomini e donne privati
dei loro diritti.
Attoniti assistiamo al dramma
del popolo kosovaro, ma anche a quello della
popolazione civile serba sotto i bombardamenti della
Nato.
Forse tutto questo si poteva evitare, senza ripercorrere
le strade del recente conflitto bosniaco.
Iniziative non governative
(nazionali e internazionali)
hanno fatto da ponte negli ultimi anni tra la gente comune e
la diplomazia internazionale, sollecitando a una politica
preventiva e soprattutto a una risoluzione non violenta dei
conflitti.
Ora il prossimo passo sarà quello di garantire a
tutti la possibilità di ritornare in
sicurezza alle proprie case e alle proprie terre, nella
speranza che sia possibile ricostruire nella pace
l'integrazione fra più popoli di etnia diversa.
Il mondo dei senza terra
di Ileana Zagaglia e Valentina
Bologna
Profughi e dislocati: un'umanità
dolente che conta 13 milioni di persone. Alla ricerca di un
paese che li accolga per poter ricominciare a
vivere.
Kosovari in cerca di
aiuti
di Ileana Zagaglia e Valentina
Bologna
Sin dall'inizio dell'intervento armato
la situzione dei profughi era allarmante. Dalle Nazioni
Unite all'Italia ecco le risposte all'emergenza
umanitaria.
Una testimonianza da Novi
Sad
di Elena Capparelli
La popolazione delle città serbe
prese di mira dai bombardamenti della Nato è ridotta
allo stremo. Una testimonianza da Novi Sad racconta le
difficoltà di chi cerca, nonostante tutto, di
continuare a vivere.
Se vuoi la pace, prepara la
pace
di Giovanni Sabato
L'intervento sociale sul campo appare a
volte l'illusione di sognatori incapaci di fare i conti con
la realtà. Alcuni esempi mostrano situazioni
più complesse. Le azioni, i progetti, i ragionamenti
di chi crede nella soluzione non violenta dei conflitti.
Anche in Kosovo.
I Balcani: un campo minato in
Europa
di Daniele Bonacorsi
Le terre della ex-Jugoslavia nascondono
il pericolo delle mine antipersona, che costituiscono una
pesante ipoteca sulle possibilità di ripresa
economica e sociale nel dopo-conflitto. Può la
scienza correre in aiuto di un popolo disperato?
Gli aiuti umanitari come
strumento pedagogico
di Vojko Bratina
Le organizzazioni
non-governative ricoprono un ruolo fondamentale nel portare
aiuti alle popolazioni colpite dalla guerra, anche se
purtroppo l'informazione dà poco spazio al loro
funzionamento. Un caso particolare: il ruolo della Caritas
in Serbia.
|